| Dal Fanclub di Samuel su Fb! Un grazie a Grazia che la ha postata!
Io non sballo, ballo! Intervista col noto ballerino Samuel Peron, testimonial di “Sballando Ballando”, progetto di prevenzione dell’alcolismo tra i giovani attraverso la danza. Di Paola Mazzocchin
Simpatico, brioso, giovane ed energico, Samuel Peron risponde al telefono dedicandoci qualche minuto del duo preioso tempo tra una piroetta e l’altra. Vincitore della penultima edizione del noto programma televisivo “Ballando con le Stelle”, Samuel ha portato alla ribalta nazionale un pezzetto della nostra terra. Di recente è stato testimonial di “Sballando Ballando”, manifestazione promossa dal Lions Club Bassano “Jacopo Da Ponte”, contro l’abuso di alcol e droghe tra i giovani. L’iniziativa, rivolta agli studenti delle classi quarte degli istituti superiori cittadini, ha impegnato per alcuni mesi i ragazzi nell’apprendimento dei principali balli di coppia come il tango argentino, il tango nuevo e le danze lative, e dei balli di guppo come l’hip hop. L’obiettivo dichiarato è stato quello di far capire ai giovani che non è necessario ubriacarsi (e cioè sballare) per divertirsi, acquisendo in contemporanea le abilità motorie e il rispetto della persona e del proprio corpo che si possono provare utilizzando il ballo. La finalissima al Palasport, supportata dalla diretta televisiva dell’emittente Rete Veneta e svoltasi lo scorso 18 aprile, ha riscosso un succeso oltre ogni aspettativa. “E’ stata una grande festa che ha richiamato al palazzetto dello sport di Bassano oltre 2500 ragazzi – ci dice soddisfatto Samuel – Abbiamo registrato il tutto esaurito e l’intero ricavato è stato devoluto all’Associazione Vittime della strada Onlus, che si propone di arginare il problema degli incidenti stradali attraverso iniziative e campagne di sensibilizzazione rivolte soprattutto ai giovani.”Nato a Marostica, alto ed esile, questo ragazzo, che si muove con tanta leggerezza quanta determinazione, è l’emblema di quella gioventù che sa coronare i propri sogni seguendoli con passione. Ha iniziato a ballare a quattro anni, ha sperimentato tutti i tipi di ballo: liscio e standard, latino americano e funky, danza contemporanea e danza moderna. Gira continuamente l’Europa per partecipare a competizioni e gare. Oggi Samuel è un ballerino di fama internazionale. E nonostante il grande impegno che la danza comporta, non ha abbandonato lo studio. Diplomato all’Istituto d’Arte come designer, è iscritto alla Facoltà di Scienze Motorie di Padova. Non c’è che dire, di fronte a una gioventù spesso accusata di aver perso ogni ideale. Lui è decisamente un esempio che dà speranza. Ma è così facile raggiungere il successo? O è piuttosto qualcosa che arriva a pochi fortunati? Per Samuel non è così: “Se vuoi qualcosa, te lo devi guadagnare”. Questo sembra essere l’ingrediente segreto del suo successo, oltre ovviamente ad un innato talento naturale, e il motto col quale il padre l’ha cresciuto. Non perdersi è questione di educazione: “Se ci abituano a pensare che qualcuno farà le cose per noi, non riusciremo mai a tirar fuori la grinta per raggiungere gli obiettivi” ci assicura, e lui di grinta ne ha davvero da vendere. Samuel, com'è nato il tuo amore per la danza? “Da piccolo ero molto timido, e i miei genitori, che amavano il ballo, hanno pensato che la danza avrebbe potuto aiutarmi a superare la mia timidezza. Devo dire che il metodo ha funzionato: ora non mi chiudo più a riccio! Se oggi sono così, devo molto alla danza, che mi è servita a formarmi il carattere. E’ stata da subito la mia grande passione, a cui ho sempre dedicato tutto me stesso" - Hai avuto un grande successo con "Sballando ballando": 2500 presenze paganti al Palazzetto cittadino. Secondo te perché i giovani hanno risposto con tanto entusiasmo? “I ragazzi sono pieni dì voglia di fare, di energie e rispondono bene se sono presi dal verso giusto. Per divertirsi non c’è bisogno di sballare, in fondo loro lo sanno, solo hanno bisogno di essere approcciati bene. Ci siamo divertiti molto, ho insegnato loro qualche passo di hip dop, abbiamo ballato e sudato. L’atmosfera era carica di energia, è stata una bella esperienza, tutti sono stati felici di aderire all’iniziativa e hanno collaborato con entusiasmo. I giovani hanno bisogno di alternative concrete, di spazi e proposte che parlino il loro linguaggio. Sballando Ballando è stata la dimostrazione che se si lanciano i giusti segnali i ragazzi ci sono, e rispondono alla grande”. Alcol e droga sono problemi che coinvolgono i giovani in modo allarmante. Perché, secondo te, molti ragazzi oggi si perdono? “Non credo sia colpa loro. Molta responsabilità ce l’hanno i genitori. I nostri nonni, nell'immediato dopoguerra, si sono ritrovati un’Italia da ricostruire, si sono rimboccati le maniche e sono stati dei fantastici imprenditori. Il fatto di aver tanto sacrificato e sofferto forse li ha portati a proteggere le generazioni successive dalla fatica. Così molti di noi sono cresciuti con l’illusione di poter ottenere tutto facilmente. Ci hanno reso troppo semplici le cose, ma così i figli si perdono. Nella vita bisogna essere determinati, andare avanti anche a costo di battere la testa. E in questo lo sport può essere molto di aiuto, abitua al sacrificio, forgia il carattere”. Hai parlato di determinazione: quanto ha inciso nel tuo successo?. "Mio padre mi ha sempre insegnato che se vuoi una cosa te le devi guadagnare. Aveva ragione! La mia passione per il ballo me la sono coltivata fin da bambino. Per 10 anni non sono andato in vacanza, sono tutti i giorni in sala prove dalle 8.00 alle 22.00, non ho week-end liberi e ho lavorato spesso a Natale e a Capodanno. Per riuscire bisogna sacrificarsi, non c'è niente di regalato. Non basta avere una passione se non si hanno la forza e la determinazione di coltivarla al meglio". Pare che i giovani trascurino lo sport, perché secondo te? “E’ una questione di mentalità, dipende molto dall'ambiente in cui vivono. Spesso i genitori sono presi dalle loro cose e dimenticano o trascurano di curare questo aspetto importante della crescita. Se si osserva bene però, le scuole di ballo hanno molto successo, le società sportive anche. Le scuole sembrano carenti da questo punto di vista, tendono a curare meno materie come l’arte, la musica e lo sport, che sono invece molto importanti per la crescita personale dei ragazzi. E’ triste pensare che i giovani siano costretti a pagare per praticare uno sport. In molti istituti scolastici vi sono palestre che vengono usate poche ore alla settimana e che potrebbero essere invece struttate al massimo, offrendo stimoli e opportunità importanti ai ragazzi. L’Italia è un paese ricco di talenti, bisognerebbe adoperarsi di più per favorirli”. Samuel, quali sono i tuoi progetti futuri? "Sto lavorando a una fiction sul ballo, con la regia di Rossella Izzo e le coreografie di Natalia Titova. A settimane partirà anche uno spettacolo teatrale con Maddalena Di Panfili e poi ci sono altri progetti di danza molto importanti. Adoro il mio lavoro: ci ho sempre messo tutta l'anima. Grinta, impegno e sacrificio alla fine ripagano sempre”.
|